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26
Set
21

Grande successo per i ragazzi di Sebastianutti che si impongono 10 a 8 in finale contro i padroni di casa dell'Echeyde al torneo di Tenerife

Il momento della premiazione!

18
Set
21

I biancocelesti senza Paskovic e Gambin fuori al primo turno dopo le sconfitte contro Telimar, Ortigia e Catania. Sebastianutti: “Siamo indietro, ma per l'inizio del campionato saremo pronti”

Coppa Italia amara per la Lazio Nuoto. Dopo tre sconfitte contro Telimar, Ortigia e Catania i biancocelesti vengono eliminati al primo turno che si è disputato a Siracusa. Lazio ancora non al completo, in ritardo come prevedibile e senza i due nuovi acquisti Paskovic e Gambin. La squadra è stata ampiamente rinnovata e ha bisogno ancora di tempo per trovare il giusto amalgama. I ragazzi ritorneranno a Roma consapevoli che dovranno lavorare tanto per essere pronti in vista dell'avvio del campionato in programma il 2 ottobre.
Le dichiarazioni del tecnico sul piano vasca della Lazio Nuoto, Claudio Sebastianutti: “Questa coppa Italia ha fatto parte di un periodo di preparazione. In estate abbiamo cambiato molto e adesso stiamo in piena fase di costruzione. Ci rendiamo conto di essere molto indietro, ma con l'aiuto del calendario del campionato, che ci posticipa match importanti, sono certo che ci faremo trovare pronti alla prima occasione alla nostra portata”.

Girone "D" - Siracusa
1^ Giornata -Venerdì 17 settembre

S.S. Lazio Nuoto-Telimar 4-17
Lazio Nuoto: Rossa, Ferrante 1, Vitale, Nenni 1, Vitale, Marino, Caponero, Masi, Leporale, Augusti 1, Checchini 1, Lupidi, Serra. All. Sebastianutti
Telimar: Nicosia, Del Basso 3, Turchini 1, Di Patti 1, Fabiano 2, Vlahovic 5, Giliberti 1, Marziali, Lo Cascio, Irving 3, Lo Dico, Basic, Detotero. All. Baldineti
Arbitri: Carmignani e D'Antoni
Note: parziali 2-3, 1-3, 1-7, 0-4. Uscito per limite di falli Caponero (L) nel quarto tempo. Superiorità numeriche: Lazio 1/2 e Telimar 3/6 + 3 rigori.
2^ Giornata - Sabato 18 settembre

C.C. Ortigia-S.S. Lazio Nuoto 22-1
CC Ortigia: Tempesti, Cassia 1, F. Condemi 4, A. Condemi 3, Klikovac 1, Ferrero 2, Di Luciano 3, Gallo 2, Mirarchi 1, Rossi 3, Vidovic, Napolitano 2, Piccionetti. All. Piccardo
Lazio Nuoto: Rossa, Ferrante, Vitale, Nenni, Vitale, Marino, Caponero, Masi, Leporale 1, Augusti, Checchini, Lupidi, Serra. All. Sebastianutti
Arbitri Lo Dico e Schiavo
Note: parziali 4-0, 6-1, 7-0, 5-0. Uscito per milite di falli Marini (L) nel terzo tempo.

3^ Giornata
S.S. Lazio Nuoto - Nuoto Catania 7-14
Lazio Nuoto: Rossa, Ferrante, Vitale 2, Nenni, Marini, Caponero, Masi, Leporale 1, Augusti 2, Checchini 2, Lupidi, Serra. All. Sebastianutti
Nuoto Catania: Caruso, Generini, Eskert, La Rosa, Tringali 1, Riolo, Torrisi 2, Ferlito 1, Kacar 3, Privitera 3, Russo 2, Catania 2, Baggi Necchi. All. Dato
Arbitri: D' Antoni e Lo Dico
Note: parziali 4-3, 0-2 2-4, 1-5. Uscito per limite di falli Ferrante (L) nel quarto tempo

La società punta sul giovane estremo difensore 22enne affiancato da Serra, portiere con una lunga esperienza alle spalle. Rossa: "Essere chiamati dalla Lazio è motivo di orgoglio". Serra: "Un onore giocare nella polisportiva più grande della Capitale".
Un'ulteriore pedina nello scacchiere di mister Sebastianutti che dopo l'addio del pluridecorato Soro fra i pali, sceglie di affidarsi a un giovane portiere di talento e a un estremo difensore di esperienza per il prossimo campionato di A1.
Manuel Rossa, 22 anni, sbarca alla Lazio in arrivo dall’Acquachiara e vanta anche un passato nella Canottieri Napoli dove ha giocato in A1 ed ha esordito in Champions League. Su di lui punta molto la società, considerate le grandi doti fisiche e atletiche.
Manuel Rossa: “Per me è una grande opportunità, la Lazio è un club storico che milita nel campionato maggiore. Sicuramente la prima difficoltà sarà quella di ambientarsi, ma per fortuna sono una persona che si adatta facilmente. Il gruppo è abbastanza giovane e presenta alcuni giocatori esperti da cui poter imparare. Il Mister l’ho conosciuto ed è una persona molto preparata, negli ultimi anni, anche da allenatore, ha mostrato il suo valore. L’obiettivo è la salvezza, mentre dal punto di vista personale venire alla Lazio e raccogliere un’eredità pesante come quella di Soro Slobodan è un motivo di orgoglio. Come giocatore lo conoscevo, lui è un campione. Spero di essere all’altezza e ripagare ogni tipo di aspettativa”.
Alla Lazio arriva anche l'esperto portiere romano, classe 1990, con trascorsi a Palermo, Marco Fabio Serra. Di seguito le sue parole.
Marco Fabio Serra: "Essere arrivato nella polisportiva più grande della capitale è un onore, sono molto contento e non vedo l’ora di iniziare. L’obiettivo principale è ripagare la fiducia che mi è stata data dal mister e dalla società".

𝘗𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘨𝘪𝘰𝘤𝘢𝘵𝘰𝘳𝘦, 𝘱𝘰𝘪 𝘵𝘦𝘢𝘮 𝘮𝘢𝘯𝘢𝘨𝘦𝘳 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘲𝘶𝘢𝘥𝘳𝘢 𝘣𝘪𝘢𝘯𝘤𝘰𝘤𝘦𝘭𝘦𝘴𝘵𝘦 𝘱𝘦𝘳 10 𝘭𝘶𝘯𝘨𝘩𝘪𝘴𝘴𝘪𝘮𝘦 𝘴𝘵𝘢𝘨𝘪𝘰𝘯𝘪. 𝙁𝙞𝙡𝙞𝙥𝙥𝙤 𝙇𝙤𝙧𝙚𝙩𝙤 𝘴𝘪 𝘧𝘦𝘳𝘮𝘢, “𝘴𝘱𝘦𝘳𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘥𝘪 𝘵𝘰𝘳𝘯𝘢𝘳𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘵𝘰”, 𝘮𝘢 𝘳𝘢𝘤𝘤𝘰𝘯𝘵𝘢 𝘪𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘭𝘦𝘨𝘢𝘮𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘦𝘵𝘢̀. 𝘗𝘰𝘪 𝘭𝘦 𝘣𝘢𝘵𝘵𝘢𝘨𝘭𝘪𝘦, 𝘭𝘦 𝘷𝘪𝘵𝘵𝘰𝘳𝘪𝘦, 𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘳𝘥𝘪 𝘣𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘮𝘦𝘯𝘰 𝘣𝘦𝘭𝘭𝘪, 𝘨𝘭𝘪 𝘪𝘯𝘴𝘦𝘨𝘯𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘦 𝘤𝘪𝘰̀ 𝘤𝘩𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘨𝘳𝘶𝘱𝘱𝘰 𝘵𝘪 𝘭𝘢𝘴𝘤𝘪𝘢 𝘯𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘯𝘪𝘮𝘢. 𝘔𝘰𝘳𝘰𝘭𝘪: “𝘪𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘶𝘯 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰 𝘱𝘳𝘦𝘻𝘪𝘰𝘴𝘰”. 𝘚𝘦𝘣𝘢𝘴𝘵𝘪𝘢𝘯𝘶𝘵𝘵𝘪: “𝘱𝘦𝘳𝘥𝘰 𝘶𝘯 𝘱𝘶𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘧𝘦𝘳𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰”.

𝖥𝖨𝖫𝖨𝖯𝖯𝖮, 𝖫𝖠𝖲𝖢𝖨, 𝖬𝖠 𝖲𝖤𝖨 𝖲𝖨𝖢𝖴𝖱𝖮?
𝘋𝘰𝘱𝘰 10 𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘴𝘪 𝘤𝘩𝘪𝘶𝘥𝘦, 𝘤𝘳𝘦𝘥𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪𝘢 𝘢𝘳𝘳𝘪𝘷𝘢𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘮𝘰𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰, 𝘩𝘰 𝘥𝘶𝘦 𝘨𝘦𝘮𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘥𝘪 3 𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘦 𝘤𝘳𝘦𝘥𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘢 𝘴𝘲𝘶𝘢𝘥𝘳𝘢 𝘪𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘧𝘢𝘴𝘦 𝘪𝘯 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘤𝘰𝘭𝘢𝘳𝘦 𝘢𝘣𝘣𝘪𝘢 𝘣𝘪𝘴𝘰𝘨𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘤𝘶𝘯𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪 𝘥𝘦𝘥𝘪𝘤𝘩𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘢𝘭 𝘨𝘳𝘶𝘱𝘱𝘰 𝘦 𝘢𝘭𝘭’𝘢𝘭𝘭𝘦𝘯𝘢𝘵𝘰𝘳𝘦. 𝘐𝘯𝘰𝘭𝘵𝘳𝘦, 𝘭𝘢 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘢 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘦𝘵𝘢̀ 𝘩𝘢, 𝘨𝘪𝘶𝘴𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦, 𝘥𝘦𝘤𝘪𝘴𝘰 𝘥𝘪 𝘪𝘯𝘷𝘦𝘴𝘵𝘪𝘳𝘦 𝘭𝘦 𝘳𝘪𝘴𝘰𝘳𝘴𝘦 𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘥𝘪𝘴𝘱𝘰𝘴𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘴𝘶 𝘴𝘲𝘶𝘢𝘥𝘳𝘢 𝘦 𝘨𝘪𝘰𝘤𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪.

𝖢𝖮𝖲𝖠 𝖯𝖱𝖮𝖵𝖨?
𝘌’ 𝘤𝘩𝘪𝘢𝘳𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘪𝘴𝘱𝘪𝘢𝘤𝘦, 𝘴𝘰𝘱𝘳𝘢𝘵𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘮𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘳𝘵𝘪𝘵𝘰 𝘮𝘰𝘭𝘵𝘰, 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘢 𝘶𝘯’𝘦𝘴𝘱𝘦𝘳𝘪𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘣𝘦𝘭𝘭𝘪𝘴𝘴𝘪𝘮𝘢. 𝘕𝘦𝘪 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘪 𝘢𝘯𝘯𝘪, 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘢𝘷𝘦𝘷𝘰 𝘴𝘮𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘥𝘢 𝘱𝘰𝘤𝘰, 𝘮𝘪 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘷𝘰 𝘢𝘯𝘤𝘰𝘳𝘢 𝘨𝘪𝘰𝘤𝘢𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘦 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘢𝘷𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘳𝘢𝘨𝘢𝘻𝘻𝘪 𝘤𝘰𝘯 𝘤𝘶𝘪 𝘧𝘪𝘯𝘰 𝘢𝘭 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘰 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘦𝘳𝘰 𝘪𝘯 𝘴𝘲𝘶𝘢𝘥𝘳𝘢 𝘰 𝘢𝘷𝘦𝘷𝘰 𝘪𝘯𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘢𝘷𝘷𝘦𝘳𝘴𝘢𝘳𝘪𝘰. 𝘜𝘯’𝘢𝘷𝘷𝘦𝘯𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘮𝘪 𝘩𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘥𝘪 𝘳𝘦𝘴𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘯 𝘶𝘯 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪 𝘧𝘢 𝘧𝘢𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘢 𝘭𝘢𝘴𝘤𝘪𝘢𝘳𝘦.

𝖧𝖠𝖨 𝖫𝖠𝖵𝖮𝖱𝖠𝖳𝖮 𝖢𝖮𝖭 𝖳𝖠𝖭𝖳𝖨 𝖳𝖤𝖢𝖭𝖨𝖢𝖨, 𝖮𝖦𝖭𝖴𝖭𝖮 𝖢𝖮𝖭 𝖫𝖤 𝖲𝖴𝖤 𝖢𝖠𝖱𝖠𝖳𝖳𝖤𝖱𝖨𝖲𝖳𝖨𝖢𝖧𝖤.
𝘏𝘰 𝘢𝘷𝘶𝘵𝘰 𝘭𝘢 𝘧𝘰𝘳𝘵𝘶𝘯𝘢 𝘥𝘪 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢𝘳𝘮𝘪 𝘢𝘭 𝘧𝘪𝘢𝘯𝘤𝘰 𝘥𝘪 4 𝘢𝘭𝘭𝘦𝘯𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘨𝘪𝘢̀ 𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘦𝘷𝘰 𝘣𝘦𝘯𝘦 𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘤𝘶𝘪 𝘴𝘢𝘱𝘦𝘷𝘰 𝘮𝘪 𝘴𝘢𝘳𝘦𝘪 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢𝘵𝘰 𝘣𝘦𝘯𝘦. 𝘾𝙧𝙞𝙨𝙩𝙞𝙖𝙣𝙤 𝘾𝙞𝙤𝙘𝙘𝙝𝙚𝙩𝙩𝙞 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘮𝘪𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘢𝘨𝘯𝘰, 𝘶𝘯 𝘮𝘪𝘰 𝘵𝘦𝘤𝘯𝘪𝘤𝘰, 𝘶𝘯 𝘢𝘮𝘪𝘤𝘰. 𝘗𝘰𝘪 𝘤’𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝙋𝙞𝙚𝙧𝙡𝙪𝙞𝙜𝙞 𝙁𝙤𝙧𝙢𝙞𝙘𝙤𝙣𝙞 𝘤𝘩𝘦 𝘳𝘪𝘵𝘦𝘯𝘨𝘰 𝘢𝘯𝘤𝘰𝘳𝘢 𝘰𝘨𝘨𝘪 𝘴𝘪𝘢 𝘪𝘭 𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘳 𝘢𝘭𝘭𝘦𝘯𝘢𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘪𝘯 𝘢𝘴𝘴𝘰𝘭𝘶𝘵𝘰. c𝘰𝘯 𝙈𝙖𝙨𝙨𝙞𝙢𝙤 𝙏𝙖𝙛𝙪𝙧𝙤 𝘩𝘰 𝘪𝘯𝘪𝘻𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘢 𝘨𝘪𝘰𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘢 12/13 𝘢𝘯𝘯𝘪, 𝘭𝘶𝘪 𝘮𝘪 𝘩𝘢 𝘪𝘯𝘴𝘦𝘨𝘯𝘢𝘵𝘰 𝘭𝘢 𝘧𝘢𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘦 𝘭𝘢 𝘥𝘪𝘴𝘤𝘪𝘱𝘭𝘪𝘯𝘢, 𝘶𝘯 𝘮𝘢𝘦𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘥𝘪 𝘷𝘪𝘵𝘢. 𝘐𝘯𝘧𝘪𝘯𝘦 𝘾𝙡𝙖𝙪𝙙𝙞𝙤 𝙎𝙚𝙗𝙖𝙨𝙩𝙞𝙖𝙣𝙪𝙩𝙩𝙞 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘮𝘦 𝘦̀ 𝘶𝘯 𝘱𝘰’ 𝘴𝘰𝘵𝘵𝘰𝘷𝘢𝘭𝘶𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘦 𝘪𝘯𝘷𝘦𝘤𝘦 𝘦̀ 𝘮𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘱𝘳𝘦𝘱𝘢𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘮𝘦𝘵𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘴𝘵𝘶𝘥𝘪𝘢𝘳𝘦, 𝘦̀ 𝘢𝘵𝘵𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘢𝘪 𝘮𝘪𝘯𝘪𝘮𝘪 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘤𝘰𝘭𝘢𝘳𝘪, 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘦𝘳𝘢𝘷𝘢𝘮𝘰 𝘪𝘯 𝘵𝘳𝘢𝘴𝘧𝘦𝘳𝘵𝘢 𝘪𝘯 𝘴𝘵𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘪𝘯𝘴𝘪𝘦𝘮𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘮𝘪 𝘧𝘢𝘤𝘦𝘷𝘢 𝘥𝘰𝘳𝘮𝘪𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘧𝘪𝘯𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘦 3 𝘥𝘪 𝘯𝘰𝘵𝘵𝘦 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘢𝘷𝘢 𝘢𝘭 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘶𝘵𝘦𝘳 𝘱𝘦𝘳 𝘳𝘪𝘷𝘦𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘭𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘵𝘦 𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘱𝘢𝘳𝘢𝘳𝘦 𝘪 𝘥𝘪𝘴𝘤𝘰𝘳𝘴𝘪, 𝘶𝘯 𝘮𝘢𝘳𝘵𝘦𝘭𝘭𝘰, 𝘮𝘢 𝘤𝘰𝘯 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘭𝘪𝘤𝘪𝘵𝘢̀ 𝘤𝘩𝘦 𝘨𝘭𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘵𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘧𝘢𝘳𝘴𝘪 𝘢𝘮𝘢𝘳𝘦 𝘥𝘢𝘪 𝘴𝘶𝘰𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘤𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪.

𝖢𝖮𝖲𝖠 𝖱𝖨𝖬𝖠𝖭𝖤?
𝘙𝘪𝘤𝘰𝘳𝘥𝘪 𝘮𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘣𝘦𝘭𝘭𝘪, 𝘴𝘰𝘱𝘳𝘢𝘵𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘧𝘪𝘯𝘦 𝘢𝘣𝘣𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘳𝘢𝘨𝘨𝘪𝘶𝘯𝘵𝘰 𝘭’𝘰𝘣𝘪𝘦𝘵𝘵𝘪𝘷𝘰: 𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘮𝘰𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘪𝘭 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘰 𝘢𝘯𝘯𝘰, 𝘭𝘦 𝘴𝘢𝘭𝘷𝘦𝘻𝘻𝘦, 𝘢𝘭𝘤𝘶𝘯𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘦𝘮𝘣𝘳𝘢𝘷𝘢𝘯𝘰 𝘪𝘮𝘱𝘰𝘴𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘪 𝘦 𝘪𝘯𝘷𝘦𝘤𝘦 𝘢𝘨𝘨𝘶𝘢𝘯𝘵𝘢𝘵𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘧𝘰𝘳𝘻𝘢. 𝘜𝘯 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘰𝘳𝘴𝘰 𝘴𝘦𝘳𝘦𝘯𝘰, 𝘤𝘰𝘯 𝘨𝘪𝘰𝘤𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘧𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘨𝘳𝘶𝘱𝘱𝘰 𝘯𝘰𝘯𝘰𝘴𝘵𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘭𝘦 𝘥𝘪𝘧𝘧𝘪𝘤𝘰𝘭𝘵𝘢̀ 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘦𝘵𝘢𝘳𝘪𝘦. 𝘐𝘯𝘰𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘩𝘰 𝘢𝘷𝘶𝘵𝘰 𝘭’𝘰𝘯𝘰𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘢𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘨𝘪𝘰𝘤𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘾𝙖𝙡𝙘𝙖𝙩𝙚𝙧𝙧𝙖, 𝙍𝙖𝙙𝙞𝙘, 𝙎𝙤𝙧𝙤, 𝙑𝙞𝙩𝙩𝙤𝙧𝙞𝙤𝙨𝙤 𝘦 𝘱𝘰𝘵𝘦𝘳 𝘰𝘴𝘴𝘦𝘳𝘷𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘤𝘳𝘦𝘴𝘤𝘪𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘳𝘢𝘨𝘢𝘻𝘻𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝙉𝙞𝙘𝙝𝙤𝙡𝙖𝙨 𝙋𝙧𝙚𝙨𝙘𝙞𝙪𝙩𝙩𝙞 𝙚 𝘾𝙖𝙣𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖, 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵’𝘶𝘭𝘵𝘪𝘮𝘰 𝘩𝘢 𝘷𝘪𝘯𝘵𝘰 𝘭’𝘶20, 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘢 𝘣𝘦𝘭𝘭𝘪𝘴𝘴𝘪𝘮𝘢 𝘦𝘴𝘱𝘦𝘳𝘪𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘤𝘰𝘯 𝘊𝘭𝘢𝘶𝘥𝘪𝘰.

𝖤 𝖨𝖫 𝖥𝖠𝖬𝖮𝖲𝖮 𝖹𝖮𝖢𝖢𝖮𝖫𝖮 𝖣𝖴𝖱𝖮?
𝘓𝘰 𝘻𝘰𝘤𝘤𝘰𝘭𝘰 𝘥𝘶𝘳𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘓𝘢𝘻𝘪𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘰𝘯𝘰 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪, 𝘨𝘪𝘰𝘤𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘷𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘳𝘪𝘯𝘨𝘳𝘢𝘻𝘪𝘢𝘵𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘥𝘪𝘴𝘱𝘰𝘯𝘪𝘣𝘪𝘭𝘪 𝘪𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘪 𝘢𝘯𝘯𝘪. 𝘚𝘶 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝙈𝙖𝙩𝙩𝙚𝙤 𝙇𝙚𝙥𝙤𝙧𝙖𝙡𝙚 𝘤𝘩𝘦 𝘮𝘦𝘳𝘪𝘵𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘪𝘯 𝘱𝘪𝘶̀, 𝘤’𝘦̀ 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘧𝘪𝘯 𝘥𝘢 𝘨𝘪𝘰𝘷𝘢𝘯𝘪𝘴𝘴𝘪𝘮𝘰 𝘯𝘰𝘯𝘰𝘴𝘵𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘱𝘰𝘵𝘦𝘴𝘴𝘦 𝘤𝘦𝘳𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘧𝘰𝘳𝘵𝘶𝘯𝘦 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘰𝘷𝘦 𝘰 𝘢𝘭𝘻𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘵𝘦𝘴𝘵𝘢, 𝘔𝘢𝘵𝘵𝘦𝘰 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘦𝘥 𝘦̀ 𝘶𝘯 𝘭𝘦𝘢𝘥𝘦𝘳 𝘴𝘪𝘭𝘦𝘯𝘻𝘪𝘰𝘴𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘩𝘢 𝘮𝘢𝘪 𝘤𝘳𝘦𝘢𝘵𝘰 𝘱𝘰𝘭𝘦𝘮𝘪𝘤𝘩𝘦, 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘪𝘭 𝘴𝘰𝘳𝘳𝘪𝘴𝘰 𝘦 𝘥𝘪𝘴𝘱𝘰𝘯𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘢𝘷𝘳𝘦𝘣𝘣𝘦 𝘢𝘷𝘶𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘥𝘪𝘳𝘪𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘰𝘭𝘭𝘦𝘷𝘢𝘳𝘦 𝘱𝘰𝘭𝘷𝘦𝘳𝘰𝘯𝘪, 𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪 𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘶𝘯𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘳𝘪 𝘤𝘦𝘯𝘵𝘳𝘪 𝘥’𝘐𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢. 𝘜𝘯 𝘭𝘢𝘻𝘪𝘢𝘭𝘦 𝘷𝘦𝘳𝘰, 𝘧𝘰𝘳𝘴𝘦 𝘵𝘳𝘰𝘱𝘱𝘰 𝘱𝘰𝘤𝘰 𝘤𝘦𝘭𝘦𝘣𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘧𝘶𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘦𝘵𝘢̀.

𝖬𝖮𝖬𝖤𝖭𝖳𝖨 𝖬𝖤𝖭𝖮 𝖡𝖤𝖫𝖫𝖨?
𝘊𝘳𝘦𝘥𝘰 𝘶𝘯𝘰 𝘴𝘰𝘭𝘰, 𝘭𝘢 𝘮𝘰𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝙏𝙤𝙢𝙢𝙖𝙨𝙤 𝙋𝙚𝙨𝙖𝙥𝙖𝙣𝙚. 𝘓𝘶𝘪 𝘦𝘳𝘢 𝘭𝘢 𝘓𝘢𝘻𝘪𝘰, 𝘮𝘢𝘯𝘤𝘢 𝘢𝘯𝘤𝘰𝘳𝘢 𝘰𝘨𝘨𝘪 𝘢 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘵𝘪, 𝘦𝘳𝘢 𝘶𝘯 𝘱𝘶𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘧𝘦𝘳𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘦𝘵𝘢̀ 𝘦 𝘳𝘪𝘴𝘰𝘭𝘷𝘦𝘷𝘢 𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘣𝘭𝘦𝘮𝘪 𝘥𝘪 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘰𝘯𝘦𝘯𝘵𝘦. 𝘌’ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘭𝘶𝘪 𝘪𝘯𝘴𝘪𝘦𝘮𝘦 𝘢 𝘎𝘪𝘨𝘪 𝘗𝘢𝘭𝘮𝘢 𝘢 𝘱𝘦𝘯𝘴𝘢𝘳𝘦 𝘢 𝘮𝘦 10 𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘧𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘥𝘪𝘳𝘪𝘨𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘴𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘷𝘪𝘤𝘪𝘯𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘲𝘶𝘢𝘥𝘳𝘢.

𝖱𝖨𝖬𝖯𝖨𝖠𝖭𝖳𝖨?
𝘘𝘶𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘥𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘳𝘪𝘶𝘴𝘤𝘪𝘵𝘰 𝘢𝘥 𝘢𝘪𝘶𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘝𝘪𝘵𝘵𝘰𝘳𝘪𝘰𝘴𝘰 𝘭’𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘪𝘯 𝘤𝘶𝘪 𝘦𝘳𝘢 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘮𝘰𝘴𝘴𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘦𝘯𝘢𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘴𝘲𝘶𝘢𝘥𝘳𝘢. 𝘍𝘰𝘳𝘴𝘦 𝘢𝘷𝘳𝘦𝘣𝘣𝘦 𝘢𝘷𝘶𝘵𝘰 𝘣𝘪𝘴𝘰𝘨𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰, 𝘪𝘰, 𝘭𝘢 𝘴𝘲𝘶𝘢𝘥𝘳𝘢, 𝘭𝘢 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘦𝘵𝘢̀ 𝘱𝘦𝘯𝘴𝘢𝘷𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘤𝘢𝘮𝘱𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘪𝘯 𝘢𝘤𝘲𝘶𝘢, 𝘶𝘯 𝘱𝘳𝘰𝘧𝘦𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘪𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘳𝘪𝘰, 𝘭𝘰 𝘴𝘢𝘳𝘦𝘣𝘣𝘦 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘦𝘯𝘢𝘵𝘰𝘳𝘦. 𝘚𝘰𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘲𝘶𝘦 𝘴𝘪𝘤𝘶𝘳𝘰 𝘭𝘰 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘯𝘵𝘦𝘳𝘢̀, 𝘩𝘢 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘦 𝘭𝘦 𝘥𝘰𝘵𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘶𝘯 𝘨𝘢𝘯𝘥𝘦 𝘮𝘪𝘴𝘵𝘦𝘳

𝖱𝖨𝖭𝖦𝖱𝖠𝖹𝖨𝖠𝖬𝖤𝖭𝖳𝖨?
𝘖𝘷𝘷𝘪𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘭𝘢 𝘓𝘢𝘻𝘪𝘰.𝙈𝙖𝙨𝙨𝙞𝙢𝙤 𝙈𝙤𝙧𝙤𝙡𝙞 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘦𝘱𝘱𝘶𝘳 𝘵𝘳𝘢 𝘮𝘪𝘭𝘭𝘦 𝘥𝘪𝘧𝘧𝘪𝘤𝘰𝘭𝘵𝘢̀ 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘷𝘪𝘤𝘪𝘯𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘲𝘶𝘢𝘥𝘳𝘢 𝘪𝘯 𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘮𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘧𝘢𝘵𝘪𝘤𝘰𝘴𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘢 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘦𝘵𝘢̀ 𝘦 𝘼𝙣𝙩𝙤𝙣𝙞𝙤 𝘽𝙪𝙘𝙘𝙞𝙤𝙣𝙞, 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘪𝘯 𝘤𝘢𝘴𝘢 𝘦 𝘪𝘯 𝘵𝘳𝘢𝘴𝘧𝘦𝘳𝘵𝘢 𝘦 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘢𝘭 𝘧𝘪𝘢𝘯𝘤𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘨𝘳𝘶𝘱𝘱𝘰, 𝘴𝘰𝘱𝘳𝘢𝘵𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘯𝘦𝘪 𝘮𝘰𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘪𝘤𝘢𝘵𝘪. 𝘐𝘯𝘰𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘳𝘪𝘯𝘨𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰 𝙈𝙖𝙧𝙘𝙤 𝙋𝙚𝙧𝙛𝙚𝙩𝙩𝙤 𝙚 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙞 𝙞 𝙩𝙚𝙘𝙣𝙞𝙘𝙞, 𝙞 𝙜𝙞𝙤𝙘𝙖𝙩𝙤𝙧𝙞, 𝙡𝙤 𝙨𝙩𝙖𝙛𝙛. 𝘗𝘰𝘪 𝘤𝘩𝘪 𝘴𝘪 𝘰𝘤𝘤𝘶𝘱𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘪𝘤𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘵𝘦 𝘍𝘦𝘥𝘦𝘳𝘪𝘤𝘰, 𝘦 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘨𝘳𝘶𝘱𝘱𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘢 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘪𝘯 𝘮𝘰𝘥𝘰 𝘦𝘤𝘤𝘦𝘭𝘭𝘦𝘯𝘵𝘦, 𝘪𝘯 𝘤𝘰𝘯𝘥𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘤𝘢𝘳𝘪𝘦, 𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘮𝘢𝘯𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘯𝘦𝘮𝘮𝘦𝘯𝘰 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘵𝘢.

𝖤 𝖯𝖤𝖱 𝖰𝖴𝖤𝖲𝖳𝖠 𝖲𝖳𝖠𝖦𝖨𝖮𝖭𝖤? 𝖢𝖮𝖬𝖤 𝖵𝖤𝖣𝖨 𝖫𝖠 𝖲𝖰𝖴𝖠𝖣𝖱𝖠?
𝘜𝘯𝘢 𝘴𝘤𝘰𝘮𝘮𝘦𝘴𝘴𝘢. 𝘊’𝘦̀ 𝘶𝘯𝘰 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘯𝘪𝘦𝘳𝘰 𝘰𝘵𝘵𝘪𝘮𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘮𝘪 𝘢𝘶𝘨𝘶𝘳𝘰 𝘢𝘣𝘣𝘪𝘢 𝘭𝘰 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘴𝘱𝘪𝘳𝘪𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘢 𝘢𝘷𝘶𝘵𝘰 𝘚𝘰𝘳𝘰 𝘪𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘪 𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘯𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘪𝘶𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘴𝘲𝘶𝘢𝘥𝘳𝘢. 𝘔𝘪 𝘢𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘨𝘳𝘰𝘴𝘴𝘰 𝘴𝘶𝘱𝘱𝘰𝘳𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘪𝘭 𝘧𝘶𝘵𝘶𝘳𝘰 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘢𝘣𝘣𝘢𝘴𝘵𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘰𝘵𝘵𝘪𝘮𝘪𝘴𝘵𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘰 𝘣𝘦𝘯𝘦 𝘪 𝘳𝘢𝘨𝘢𝘻𝘻𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘦𝘯𝘵𝘳𝘢𝘵𝘪 𝘢 𝘧𝘢𝘳 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘦𝘵𝘢̀, 𝘴𝘰𝘴𝘵𝘦𝘯𝘦𝘯𝘥𝘰𝘭𝘢: 𝙊𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤 𝙋𝙞𝙘𝙘𝙞𝙣𝙞𝙣𝙞 𝘦̀ 𝘶𝘯 𝘮𝘪𝘰 𝘨𝘳𝘢𝘯𝘥𝘦 𝘢𝘮𝘪𝘤𝘰 𝘧𝘪𝘯 𝘥𝘢 𝘣𝘢𝘮𝘣𝘪𝘯𝘪, 𝘿𝙖𝙣𝙞𝙚𝙡𝙚 𝙍𝙪𝙛𝙛𝙛𝙚𝙡𝙡𝙞 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘮𝘪𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘢𝘨𝘯𝘰, 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝙀𝙣𝙧𝙞𝙘𝙤 𝘼𝙡𝙤𝙣𝙯𝙞, 𝘱𝘰𝘪 𝙍𝙤𝙙𝙤𝙡𝙛𝙤 𝘤𝘩𝘦 𝘦̀ 𝘶𝘯 𝘱𝘳𝘰𝘧𝘦𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘪𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘦𝘳𝘪𝘰. 𝘛𝘶𝘵𝘵𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦 𝘪𝘯 𝘨𝘢𝘮𝘣𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘴𝘪𝘤𝘶𝘳𝘰 𝘧𝘢𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘣𝘦𝘯𝘦, 𝘱𝘶𝘳 𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘢𝘯𝘥𝘰𝘴𝘪 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘪𝘤𝘢𝘵𝘰, 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘤𝘦𝘳𝘵𝘰 𝘳𝘢𝘤𝘤𝘰𝘨𝘭𝘪𝘦𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘪 𝘧𝘳𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰 𝘢𝘱𝘱𝘦𝘯𝘢 𝘪𝘯𝘪𝘻𝘪𝘢𝘵𝘰.

𝖥𝖨𝖫𝖨𝖯𝖯𝖮, 𝖢𝖧𝖨 𝖫𝖠𝖲𝖢𝖨𝖠 𝖫𝖠 𝖫𝖠𝖹𝖨𝖮 𝖭𝖮𝖭 𝖫𝖠 𝖫𝖠𝖲𝖢𝖨 𝖬𝖠𝖨 𝖣𝖠𝖵𝖵𝖤𝖱𝖮, 𝖤’ 𝖢𝖮𝖲𝖨?
𝘘𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘦̀ 𝘭𝘢 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘧𝘰𝘳𝘻𝘢. 𝘐𝘰 𝘴𝘱𝘦𝘳𝘰 𝘴𝘪𝘢 𝘶𝘯 𝘢𝘳𝘳𝘪𝘷𝘦𝘥𝘦𝘳𝘤𝘪, 𝘮𝘪 𝘱𝘪𝘢𝘤𝘦 𝘱𝘦𝘯𝘴𝘢𝘳𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘶𝘯 𝘥𝘰𝘮𝘢𝘯𝘪 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘢 𝘵𝘰𝘳𝘯𝘢𝘳𝘦 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘢𝘳𝘢̀ 𝘧𝘢𝘤𝘪𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘪 𝘮𝘰𝘵𝘪𝘷𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘰 𝘥𝘦𝘵𝘵𝘰, 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘰̀ 𝘴𝘪𝘤𝘶𝘳𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘦 𝘱𝘰𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘓𝘢𝘻𝘪𝘰 𝘴𝘢𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘢𝘱𝘦𝘳𝘵𝘦.


Il saluto del presidente 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐌𝐨𝐫𝐨𝐥𝐢: “𝘍𝘪𝘭𝘪𝘱𝘱𝘰 𝘩𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘪𝘣𝘶𝘪𝘵𝘰 𝘢 𝘴𝘤𝘳𝘪𝘷𝘦𝘳𝘦 30 𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘨𝘭𝘰𝘳𝘪𝘰𝘴𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢, 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘢𝘵𝘭𝘦𝘵𝘢, 𝘱𝘰𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘥𝘪𝘳𝘪𝘨𝘦𝘯𝘵𝘦, 𝘶𝘯 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰 𝘱𝘳𝘦𝘻𝘪𝘰𝘴𝘰 𝘪𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘓𝘢𝘻𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘳𝘢𝘨𝘨𝘪𝘶𝘯𝘨𝘦𝘳𝘦 𝘨𝘭𝘪 𝘰𝘣𝘪𝘦𝘵𝘵𝘪𝘷𝘪 𝘧𝘪𝘴𝘴𝘢𝘵𝘪. 𝘋𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘮𝘪𝘢 𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘦𝘵𝘢̀ 𝘶𝘯 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘵𝘰 𝘳𝘪𝘯𝘨𝘳𝘢𝘻𝘪𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘦 𝘭’𝘢𝘶𝘨𝘶𝘳𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘨𝘳𝘢𝘯𝘥𝘪 𝘧𝘰𝘳𝘵𝘶𝘯𝘦, 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘱𝘦𝘳𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘢 𝘵𝘰𝘳𝘯𝘢𝘳𝘦 𝘢 𝘳𝘪𝘢𝘣𝘣𝘳𝘢𝘤𝘤𝘪𝘢𝘳𝘤𝘪”.

Il saluto del tecnico 𝐂𝐥𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐒𝐞𝐛𝐚𝐬𝐭𝐢𝐚𝐧𝐮𝐭𝐭𝐢: “𝘭𝘢 𝘓𝘢𝘻𝘪𝘰 𝘕𝘶𝘰𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘥𝘦 𝘶𝘯 𝘤𝘰𝘭𝘭𝘢𝘣𝘰𝘳𝘢𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘪𝘮𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘯𝘵𝘦, 𝘱𝘦𝘳 𝘮𝘦 𝘶𝘯 𝘱𝘶𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘧𝘦𝘳𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘰 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘢𝘷𝘶𝘵𝘰 𝘴𝘪𝘢 𝘥𝘢 𝘨𝘪𝘰𝘤𝘢𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘰𝘱𝘳𝘢𝘵𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘵𝘦𝘤𝘯𝘪𝘤𝘰, 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘴𝘪𝘤𝘶𝘳𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘍𝘪𝘭𝘪𝘱𝘱𝘰 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘢 𝘧𝘶𝘰𝘳𝘪 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘦𝘳𝘢̀ 𝘪𝘭 𝘮𝘰𝘥𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘰𝘴𝘵𝘦𝘯𝘦𝘳𝘤𝘪, 𝘱𝘰𝘪 𝘪𝘯 𝘧𝘶𝘵𝘶𝘳𝘰 𝘤𝘩𝘪𝘴𝘴𝘢̀, 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘴𝘪𝘤𝘶𝘳𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘦 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘥𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘓𝘢𝘻𝘪𝘰 𝘴𝘪 𝘳𝘪𝘯𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘦𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰”

Dopo un anno straordinario la Lazio Nuoto Paralimpica vedrà due dei suoi tesserati impegnati alle Paralimpiadi in scena dal 24 agosto a Tokyo. Mister Cacciamano: "Un risultato incredibile".
Campioni d'Italia al termine del primo campionato nazionale di pallanuoto, secondi classificati ai campionati di società di nuoto, secondi in Coppa Italia sia maschile che femminile. Sono questi i risultati più eclatanti della stagione della Lazio Nuoto Paralimpica, una realtà consolidata e affermata grazie al lavoro incredibile di atleti e tecnici, supportati costantemente dalla società biancoceleste con il contributo decisivo della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale guidata dal presidente Emmanuele Emanuele.
Il tutto alla vigilia delle Paralimpiadi di Tokyo che vedranno impegnati, con grande attesa e speranza di medaglie, due tesserati biancocelesti: i nuotatori Antonio Fantin e Federico Bassani, selezionati dal CT Riccardo Vernole, vero motore essenziale dell'intero movimento.
In vista di questo straordinario appuntamento abbiamo raccolto le parole del tecnico della Lazio Nuoto Paralimpica, Gianluca Cacciamano in questa interessante intervista:
Come è nata la sezione della S.S. Lazio Nuoto Paralimpica?
“Noi nasciamo dalle ceneri del Santa Lucia, una clinica di riabilitazione che per anni ha avuto un settore di nuoto paralimpico. Essa risale sin dagli anni 80 e per più di 30 anni è stata presente nello sport. Purtroppo, nel 2014 la struttura chiuse per problemi economici, ma per fortuna fummo accolti dalla Lazio Nuoto, che accettò sin da subito di sposare questo progetto specifico nel paralimpico”.
Quanti iscritti avete all’interno della sezione paralimpica?
“Circa 30-35 atleti tesserati. Siamo una delle compagini più numerose a livello nazionale. La fascia d’età dei nostri atleti parte dagli 11-12 anni, fino ad arrivare agli over 50, che tra l’altro devo ammettere sono davvero molto forti”.
Quali sono stati i maggiori traguardi ottenuti?
“Quest’anno ci siamo laureati Campioni d’Italia con la pallanuoto, secondi nel Nuoto".
Quanto ha influito la pandemia nei vostri atleti?
“Abbiamo fatto sempre il possibile per i nostri atleti, nonostante ciò, le chiusure hanno indubbiamente condizionato l’attività. Nell’ultimo anno e mezzo e con grossi sacrifici, i nostri tesserati si sono allenati un massimo di 2-3 volte a settimana e inoltre, le gare effettuate sono state poche rispetto al numero reale. Nonostante ciò, abbiamo portato a casa diverse medaglie e questo ci gratifica tantissimo. Abbiamo qualificato alcuni nostri atleti ai Giochi Paralimpici di Tokio 2021".
Cosa si prova ad avere nella propria società dei ragazzi che andranno alle paralimpiadi?
“Ovviamente da tecnico è una soddisfazione enorme, soprattutto dopo il periodo che stiamo ancora trascorrendo e tutto quello che abbiamo passato. Seguire gli allenamenti dei nostri atleti con molta costanza e attenzione, ci ha portato a fargli raggiungere il traguardo massimo. È un risultato incredibile, il più importante che la nostra società abbia potuto raggiungere. Avere degli atleti in una manifestazione sportiva di livello mondiale, non è affatto cosa da poco. È giusto presentarli: Antonio Fantin vive a Lignano, è tesserato sia con noi che con le Fiamme Oro e negli ultimi anni ha raggiunto tantissimi record del mondo. Un atleta incredibile. L’altro invece è Federico Bassani, ragazzo non vedente ma che settimanalmente si dà un gran da fare. Ha strappato la qualifica all’ultimo secondo. Nessuno se lo aspettava e nemmeno lui. Quando è stato convocato è stata un’emozione enorme, perché abbiamo visto i sacrifici che fa e sono stati tutti ripagati. Per lui è una gioia speciale, in quanto è tesserato alla Lazio”.
Cosa differenzia allenare ragazzi normodotati da atleti con determinate problematiche fisiche?
“Vanto un’esperienza importante nel settore e per fortuna ho avuto modo di allenare in entrambi i casi. Dal punto di vista tecnico è più complesso allenare atleti paralimpici, perché ognuno ha le sue specificità. Non c’è una standardizzazione dell’allenamento e delle tecniche da mettere all’opera. Per ognuno di loro bisogna fare delle analisi differenti. Con i normodotati invece è più semplice. In entrambi i casi però, al di là delle differenze, curo molto l’aspetto e l’importanza della forza del gruppo. Credo sia un fattore determinante e che faccia davvero tanta differenza. Ci credo tantissimo. Allenare l’atleta singolarmente può risultare meno motivante per lui stesso e magari anche per l’allenatore, a differenza invece dello stare tutti insieme. Avere sempre qualcuno con cui confrontarsi, da cui prendere spunto, creando così quel tipo di competizione positiva che aiuta a crescere come gruppo e come individuo”.
Che spunto possono prendere gli atleti normodotati dagli atleti diversamente abili?
“Vedere da normodotato i sacrifici che fanno i ragazzi diversamente abili, è davvero un grosso stimolo. A guardarli nuotare da fuori la piscina neanche te ne rendi conto che hanno delle problematiche non indifferenti. D’altronde loro hanno sviluppato la capacità di saper stare in acqua. Si sono adattati, è come se fossero dei pesci”.
Quali sono i vostri obiettivi in vista della prossima stagione?
“Per la prossima stagione vogliamo continuare il nostro processo di crescita. Abbiamo atleti giovani e la nostra intenzione è di migliorarli sempre di più. Inoltre, dobbiamo consolidare e dare i giusti stimoli agli atleti più grandi d’età. Il nostro obiettivo maggiore è Parigi 2024. Se oggi abbiamo 2 atleti a Tokio, a Parigi dobbiamo almeno portarne 4. Andiamo dritti verso questa strada. Confermarci attivamente come società ai vertici a livello nazionale e portare almeno uno scudetto anche nel nuoto e non solo nella pallanuoto”.
In allegato le schede Finp degli atleti
𝐋𝐀𝐙𝐈𝐎, 𝐏𝐀𝐒𝐊𝐎𝐕𝐈𝐂 𝐏𝐄𝐑 𝐕𝐎𝐋𝐀𝐑𝐄 𝐈𝐍 𝐀𝐋𝐓𝐎 🦅🔵⚪️
𝘎𝘳𝘢𝘯𝘥𝘦 𝘤𝘰𝘭𝘱𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘢 𝘓𝘢𝘻𝘪𝘰, 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘰 𝘪𝘭 𝘮𝘰𝘯𝘵𝘦𝘯𝘦𝘨𝘳𝘪𝘯𝘰 𝘤𝘭𝘢𝘴𝘴𝘦 1985 𝘝𝘫𝘦𝘬𝘰𝘴𝘭𝘢𝘷 𝘗𝘢𝘴𝘬𝘰𝘷𝘪𝘤: “𝘜𝘯 𝘱𝘪𝘢𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘨𝘪𝘰𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘢 𝘓𝘢𝘻𝘪𝘰. 𝘐𝘭 𝘋𝘴 𝘗𝘪𝘤𝘤𝘪𝘯𝘪𝘯𝘪: “𝘊𝘪𝘭𝘪𝘦𝘨𝘪𝘯𝘢 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘢 𝘵𝘰𝘳𝘵𝘢, 𝘨𝘳𝘢𝘻𝘪𝘦 𝘢 𝘐𝘚𝘚 𝘐𝘯𝘵𝘦𝘳𝘯𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭 𝘚𝘱𝘢”.
Un curriculum che parla da solo, un campione che consente alla Lazio di alzare l’asticella. Vjekoslav Paskovic indosserà la calottina biancoceleste nella prossima stagione.
Classe 1985, il giocatore di nazionalità montenegrina è stato due volte medaglie d’oro: nel 2005 all’Universiade di Smirne e al Campionato Europeo del 2008 a Malaga. Tre volte medaglia d’argento, rispettivamente nel Campionato Europeo di Eindhoven 2012 e Belgrado 2016, senza dimenticare il secondo posto al Mondiale di Barcellona 2013. Infine, medaglia di bronzo nel 2005 ad Almeria ai Giochi del Mediterraneo e nell’edizione 2013 a Čeljabinsk del FINA World League.
Paskovic è alto 180cm e pesa 88kg, è cresciuto nel Vaterpolo klub Primorac e conta più di 200 presenze con la Nazionale Maggiore del Montenegro. L’attaccante è alla sua quarta esperienza in Italia dopo aver militato nel Posillipo, nell’AN Brescia e nella Roma Nuoto.
Ecco le sue prime dichiarazioni: 🎤“𝘍𝘢 𝘥𝘢𝘷𝘷𝘦𝘳𝘰 𝘱𝘪𝘢𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘱𝘰𝘵𝘦𝘳 𝘨𝘪𝘰𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘢 𝘓𝘢𝘻𝘪𝘰 𝘕𝘶𝘰𝘵𝘰. 𝘕𝘰𝘯 𝘷𝘦𝘥𝘰 𝘭’𝘰𝘳𝘢 𝘥𝘪 𝘪𝘯𝘪𝘻𝘪𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘤𝘢𝘮𝘱𝘪𝘰𝘯𝘢𝘵𝘰. 𝘐𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘲𝘶𝘢𝘥𝘳𝘢 𝘢𝘣𝘣𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘰𝘣𝘪𝘦𝘵𝘵𝘪𝘷𝘪 𝘢 𝘭𝘶𝘯𝘨𝘰 𝘵𝘦𝘳𝘮𝘪𝘯𝘦 𝘥𝘢 𝘪𝘯𝘴𝘦𝘨𝘶𝘪𝘳𝘦 𝘦 𝘥𝘢 𝘳𝘢𝘨𝘨𝘪𝘶𝘯𝘨𝘦𝘳𝘦 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘪𝘯𝘴𝘪𝘦𝘮𝘦. 𝘐𝘭 𝘳𝘰𝘴𝘵𝘦𝘳 𝘦̀ 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘰𝘴𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘨𝘪𝘰𝘤𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘢𝘯𝘻𝘪𝘢𝘯𝘪 𝘦𝘥 𝘦𝘴𝘱𝘦𝘳𝘵𝘪 𝘦 𝘮𝘰𝘭𝘵𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘷𝘢𝘯𝘪, 𝘭'𝘰𝘣𝘪𝘦𝘵𝘵𝘪𝘷𝘰 𝘦 𝘤𝘳𝘦𝘢𝘳𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘣𝘶𝘰𝘯𝘢 𝘤𝘰𝘦𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘧𝘳𝘢 𝘥𝘪 𝘯𝘰𝘪, 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘳𝘵𝘪𝘳𝘤𝘪 𝘪𝘯 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘵𝘢, 𝘮𝘢 𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘰𝘵𝘵𝘪𝘮𝘪 𝘳𝘪𝘴𝘶𝘭𝘵𝘢𝘵𝘪 𝘢 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘧𝘢𝘷𝘰𝘳𝘦. 𝘊𝘳𝘦𝘥𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘪𝘭 𝘮𝘪𝘴𝘵𝘦𝘳 𝘊𝘭𝘢𝘶𝘥𝘪𝘰 𝘚𝘦𝘣𝘢𝘴𝘵𝘪𝘢𝘯𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘧𝘢𝘳𝘦𝘮𝘰 𝘶𝘯𝘢 𝘣𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘢𝘨𝘪𝘰𝘯𝘦”.
𝗢𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗣𝗶𝗰𝗰𝗶𝗻𝗶𝗻𝗶, direttore sportivo della Lazio: 🎤““𝘗𝘢𝘴𝘬𝘰𝘷𝘪𝘤 𝘦̀ 𝘭𝘢 𝘤𝘪𝘭𝘪𝘦𝘨𝘪𝘯𝘢 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘢 𝘵𝘰𝘳𝘵𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘢 𝘓𝘢𝘻𝘪𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪 𝘢𝘱𝘱𝘳𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘢 𝘷𝘪𝘷𝘦𝘳𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘵𝘢𝘨𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦𝘯𝘵𝘶𝘴𝘪𝘢𝘴𝘮𝘢𝘯𝘵𝘦, 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘯𝘯𝘰𝘷𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰, 𝘨𝘳𝘢𝘻𝘪𝘦 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘭𝘭𝘢𝘣𝘰𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘨𝘳𝘶𝘱𝘱𝘰 𝘪𝘮𝘱𝘳𝘦𝘯𝘥𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢𝘭𝘦 𝘐𝘚𝘚 𝘐𝘯𝘵𝘦𝘳𝘯𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭 𝘚𝘱𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘢 𝘴𝘱𝘰𝘴𝘢𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰”.
𝐈𝐒𝐒 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥 𝐒𝐩𝐚, nuovo partner biancoceleste, è una società Italiana di Servizi Integrati di Ingegneria che è presente ed opera in ambito nazionale ed internazionale fornendo Servizi di Ingegneria Multidisciplinare.


La società biancoleste punta sul giovane croato di 22 anni che nello scorso campionato ha messo a segno ben 37 reti.

Sven Augusti è il primo straniero scelto per la stagione 2021/2022. Croato di Rijeka, ha iniziato a giocare con il VK Primorje con il quale ha disputato, oltre al campionato croato, la Regional Liga e la Len Euro Cup. Nell'ultima stagione ha segnato 37 reti solamente nel campionato croato diventando, a soli 22 anni, uno dei leader della squadra. Alto 190 cm con 100 kg di peso forma è uno dei maggiori talenti della pallanuoto croata.

Ecco le dichiarazioni dell'atleta croato: “Ciao a tutti, mi chiamo Sven Augusti-Santini. Ho 22 anni e vengo da Rijeka, Croazia. Nel mio paese ho avuto l’onore di giocare per la nazionale maggiore nella categoria Junior. Questa è la prima volta che gioco per un club italiano e infatti sono molto felice di far parte di questa squadra. La Lazio Nuoto ha un passato glorioso, caratterizzato da giocatori davvero forti. Conoscevo già Leporale per il suo passato importante e anche mister Sebastianutti, con il quale ho avuto modo di parlare. Voglio aiutare i miei compagni a vincere. Il gruppo è molto giovane e quindi tutti insieme possiamo crescere tanto. Iniziamo la stagione con l’obiettivo di salvarci e poi tutto quello che faremo ci servirà per migliorare. Posso promettere che combatterò come un gladiatore nell'acqua”.

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